Come fare shopping responsabile (anche in tempo di saldi!)

Ebbene sì. I saldi sono FINALMENTE COMINCIATI.
Dopo mesi di trepidante attesa, possiamo infine sfogarci ed andare a comprare quelle scarpe che ci piacciono da morire e che solo ora possiamo permetterci.

Che figata! Questo è certo.
E come vi capisco! Anche io infatti non mi sono risparmiata e, in più, lavorando in un negozio di abbigliamento vado un po’ male a resistere a certe tentazioni!

Quest’anno però, ho deciso di fare più attenzione a ciò che compro (un proposito che ho deciso di perseguire anche post-saldi).
Quando i prezzi sono così bassi, diventa davvero facile comprare di tutto e di più. LO SO ed è per questo che in questo articolo vorrei spostare la vostra attenzione dall’accessibilità economica al VALORE (ambientale e sociale) di ciò che acquistiamo.

Al comune e banale atto di COMPRARE possiamo dunque aggiungere una connotazione ETICA e CONSAPEVOLE in modo molto più facile di quel che si pensi!

Le 16 dimensioni degli acquisti responsabili

Da quando ho cominciato a lavorare in un negozio di abbigliamento ho iniziato a farmi un sacco di domande su quello che stavo vendendo:

Da dove viene la materia prima?
Questa, come viene lavorata e trattata?
Vengono utilizzati componenti tossici durante il processo di produzione?

E ancora,

L’azienda rispetta e tutela i suoi lavoratori?
Promuove lo sviluppo territoriale locale?
Gli scarti come vengono utilizzati?
C’è una politica di sviluppo sostenibile?
Se sì, come viene perseguita?

Bè insomma, tutte queste domande hanno trovato risposta dopo un buon tempo passato ad informarmi leggendo report e ranking di valutazione internazionali.

Ovviamente NON VI CHIEDO di fare tutte queste ricerche, ma vi propongo una semplice strategia da utilizzare nel quotidiano per FARE ACQUISITI IN MODO PIU’ CONSAPEVOLE!

Ho recentemente scoperto il metodo creato dall’autrice Greta Eagan e basata su quello che lei nomina l'”Integrity Index“. Questo indice permette di identificare le tematiche e problematiche che stanno davvero a cuore ad ognuno di noi e per le quali si è disposti a fare qualcosa (per qualcuno sarà comprare una giacca vegana e per qualcun altro invece sostenere l’educazione dei bambini dall’altra parte del mondo).

Mi spiego meglio. Questo indice si costituisce di 16 indicatori:

1. Coloranti naturali ed a basso impatto: di che colore è? (Natural and Low-Impact Dyeing: What Color is it?)
2. Fibre naturali: di cosa è fatto? (Natural Fibre: What’s it made of?)
3. Biologico: com’è cresciuto? (Organic: How is it grown?)
4. Mercato Equo: chi lo produce? (Fair Trade: Who makes it?)
5. Riciclato: cos’era pima? (REcycled and Upcycled: Was it ever something else?)
6. Locale: dov’è stato prodotto? (Local: Was it made nearby?)
7. Sociale: che causa sostiene? (Social: what does it stand for?)
8. Zero rifiuti: quali scarti vengono lasciati da parte? (Zero Waste: What was left behind?)
9. Moda “lenta”: quanta riflessione c’è dietro? (Slow Fashion: How much thought was put into it?)
10. Vegan: è rispettoso degli animali? (Vegan: Is it animal-friendly?)
11. Impronta idrica: quanto è assetato? (Water Footprint: How thirsty is it?)
12. Trasparenza: quanto ci stanno dicendo? (Transparency: How much are they telling me?)
13. Ciclo di vita: che cosa succede quando non mi serve più? (Cradle to Cradle: What happens when I’m done with it?)
14. Convertibile: che cosa posso farci ancora? (Convertible: WHat else can it do?)
15. Seconda mano: chi altro lo indosserà? (Secondhand: Who else wore it?)
16. Stile: quanto è carino? (Style: how sweet is it?)

Detto ciò, sulla teoria direi che siamo. Adesso però è tempo di passare all’azione.

Due step per diventare un cliente più responsabile

Il primo step

E’ il momento di definire il TUO “INTEGRITY INDEX”: quali, tra questi 16 indicatori, senti maggiormente tuoi?

Scegline quattro o cinque.

Ad esempio io ho scelto questi cinque:
1- STYLE (secondo l’autrice è “obbligatorio” per tutti);
2. Natural Fibers;
3. Social;
4. Fair Trade;
5. Recycled & Upcycled;

Il secondo step

Una volta scelti i propri indicatori, la tappa seguente prevede la creazione di un diagramma a diamante (Diamond Diagram): si tratta di un sistema facile e flessibile costituito di quattro basi. Ad ogni base corrisponde un indicatore.
La “base madre” sarà sempre lo STILE, il punto da cui ognuno di noi deve partire. Le altre basi sono più flessibili e variano a seconda degli indicatori scelti da ciascuno.

L’obiettivo è quello di passare per più basi possibili ad ogni acquisto. 

Secondo l’autrice dunque, ogni base raggiunta è un passo verso un armadio più responsabile 🙂.

A seconda di quante basi vengono soddisfatte, viene raggiunto un livello diverso:

1. Livello 1 (prima base) = Eco-Citizen (Eco-Cittadino);
2. Livello 2 (seconda base) = Eco-Warrior (Eco-Guerriero)
3. Livello 3 (terza base) = Eco-Guru

Ammetto che riempire tutte e quattro le basi è davvero un’impresa non da poco. Tuttavia sono sicura che ognuno di noi possa soddisfarne almeno una o due!

Riprendo i miei indicatori per farvi capire meglio come i miei ultimi tre acquisti rientrino nel diamante:

Scarpe TOMS: 2 basi
(1) STYLE &
(2) SOCIAL = un paio acquistato è un paio donato/una persona aiutata (= modello one for one);

Scarpe PERUS: 4 basi
(1) STYLE,
(2) SOCIAL = 1 paio acquistato corrisponde ad 1 giorno di scuola donato ad un bambino a Cuzco,
(3) FAIR TRADE = rispetto dei lavoratori &
(4) NATURAL FIBERS = lana e cotone locali);

• T-Shirt H&M (Conscious): 2 basi
(1) STYLE,
(2) NATURAL FIBERS = cotone biologico.

Per saperne di più…

Se siete interessati a saperne di più sulla moda sostenibile qui sotto trovato qualche consiglio per tenervi informarti e fare shopping più consapevole!

 

Spero che questo articolo vi sia piaciuto ed aspetto di sapere se anche per voi questa strategia di shopping funziona: lasciate un commento e fatemi sapere! 🙂

Con amore, sempre,
Francesca
(What Can I Do Founder)